Nutrizione

Ovaio policistico (PCOS) e alimentazione: cosa dice la ricerca

Quattro ragazze sorridenti all’aperto

In breve. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo ormonale e metabolico molto diffuso tra le donne in età fertile. Le linee guida internazionali indicano uno stile di vita sano, cioè alimentazione equilibrata e attività fisica regolare, come base del trattamento per tutte le donne con PCOS, accanto alle terapie mediche quando servono. Non esiste una «dieta per la PCOS» migliore delle altre: conta un piano sostenibile e costruito sulla persona.

Che cos’è la sindrome dell’ovaio policistico

La PCOS è una condizione endocrino-metabolica che riguarda una parte importante delle donne in età fertile: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne soffre circa una donna su dieci, e molte non sanno di averla. Si manifesta in modo diverso da donna a donna, tanto che si parla di diversi «fenotipi».

I segnali più frequenti sono:

  • ciclo irregolare, molto lungo o assente;
  • acne, peluria in eccesso su viso e corpo (irsutismo) o diradamento dei capelli;
  • aumento di peso, soprattutto sull’addome, e difficoltà a dimagrire;
  • difficoltà a ottenere una gravidanza;
  • stanchezza e, in alcune donne, ansia o umore basso.

Il nome può trarre in inganno: quelle che all’ecografia sembrano «cisti» sono in realtà follicoli, e non tutte le donne con PCOS le hanno.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi spetta al medico, in genere il ginecologo o l’endocrinologo. Nelle donne adulte si pone quando sono presenti almeno due di questi tre elementi, dopo aver escluso altre cause:

  • cicli irregolari o assenza di ovulazione;
  • segni clinici o di laboratorio di eccesso di androgeni;
  • aspetto policistico delle ovaie all’ecografia o, secondo le linee guida più recenti, valori elevati dell’ormone antimulleriano.

Il ruolo dell’insulino-resistenza

Molte donne con PCOS, anche normopeso, hanno una ridotta sensibilità all’insulina: le cellule rispondono meno a questo ormone e l’organismo ne produce di più. L’eccesso di insulina può stimolare la produzione di androgeni da parte delle ovaie, favorire l’accumulo di grasso addominale e rendere più difficile perdere peso. Nel tempo aumenta anche il rischio di diabete di tipo 2 e di alterazioni del profilo metabolico.

È qui che alimentazione e movimento diventano strumenti concreti, perché aiutano a migliorare la sensibilità all’insulina e il profilo metabolico.

Cosa dicono le linee guida internazionali

Le linee guida internazionali basate sulle evidenze, aggiornate nel 2023, sono chiare su alcuni punti:

  • uno stile di vita sano, fatto di alimentazione equilibrata e attività fisica, è raccomandato a tutte le donne con PCOS, indipendentemente dal peso;
  • non c’è una dieta migliore delle altre: le prove non permettono di preferire uno schema alimentare specifico, quindi il piano va costruito sulle esigenze e sulle preferenze della persona;
  • nelle donne con peso in eccesso, anche una perdita del 5–10% del peso iniziale può migliorare regolarità del ciclo, parametri metabolici e benessere;
  • vanno evitate le diete drastiche e lo stigma legato al peso, che peggiorano il rapporto con il cibo;
  • benessere emotivo, sonno e qualità della vita fanno parte della cura.

A tavola: le strategie che aiutano più spesso

Anche senza una dieta «standard», alcuni principi aiutano molte donne con PCOS nella vita di tutti i giorni:

  • Carboidrati di qualità: cereali integrali, legumi, verdura e frutta al posto di zuccheri, farine raffinate e bevande zuccherate, per evitare picchi di glicemia.
  • Proteine in ogni pasto, da pesce, legumi, uova, carni bianche e latticini, che aumentano la sazietà e aiutano a stabilizzare la glicemia.
  • Fibre da verdura, legumi e cereali integrali, utili per sazietà, intestino e metabolismo.
  • Grassi buoni come olio extravergine d’oliva, frutta secca e pesce azzurro.
  • Pasti regolari, senza lunghi digiuni seguiti da abbuffate.
  • Poco alcol e pochi prodotti ultra-processati.

Un modello di tipo mediterraneo racchiude quasi tutti questi principi ed è facile da seguire nel tempo.

E gli integratori? Per l’inositolo e altri prodotti molto pubblicizzati le prove sono ancora limitate: se stai pensando di usarli, parlane prima con il tuo medico.

Il movimento conta quanto il cibo

L’attività fisica migliora la sensibilità all’insulina anche quando il peso non cambia. Le linee guida riprendono le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: 150–300 minuti a settimana di attività moderata, oppure 75–150 minuti di attività intensa, più esercizi di rinforzo muscolare almeno due giorni a settimana, cercando di ridurre il tempo passato seduta.

Non serve partire con allenamenti estremi: la costanza vale più dell’intensità. Camminata veloce, bicicletta, allenamento con i pesi e Pilates sono tutte ottime scelte.

Il percorso per la PCOS al centro Linfa

Al centro Linfa di Roma Monteverde il percorso per la sindrome dell’ovaio policistico parte da una valutazione iniziale che considera stato di salute, abitudini e dati clinici. Su questa base costruiamo un programma che combina nutrizione mirata al miglioramento della sensibilità insulinica, allenamenti personalizzati con obiettivi metabolici e metodologie di supporto alla ricomposizione corporea, con controlli che ci permettono di adattarlo nel tempo.

Il nostro lavoro affianca quello del ginecologo o dell’endocrinologo, che resta il riferimento per diagnosi e terapie. Se stai cercando una gravidanza, può esserti utile anche il percorso di supporto al concepimento.

Domande frequenti

Con la PCOS si può dimagrire?

Sì, anche se spesso servono più tempo e un approccio mirato. Lavorare sulla sensibilità all’insulina, sulla massa muscolare e sulla costanza delle abitudini aiuta a ottenere risultati stabili. Leggi anche perché non riesco a dimagrire.

Devo eliminare glutine e latticini?

Non ci sono prove che eliminare glutine o latticini migliori la PCOS nelle donne che non hanno celiachia o intolleranze. Le esclusioni non necessarie rendono l’alimentazione più povera e più difficile da seguire.

La dieta chetogenica è indicata?

Alcuni studi hanno osservato miglioramenti nel breve periodo, ma non ci sono prove che sia superiore ad altri approcci. È un regime restrittivo che, se preso in considerazione, va impostato e seguito da un professionista.

La PCOS passa con la menopausa?

Con la menopausa i cicli irregolari perdono significato, ma alcuni aspetti metabolici, come il rischio di diabete e cardiovascolare, restano importanti. Per questo le buone abitudini sono utili a ogni età.

Fonti: Organizzazione Mondiale della Sanità, Polycystic ovary syndrome · Monash University, International evidence-based guideline for PCOS (2023) · ISSalute, Sindrome dell’ovaio policistico

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